sabato 26 febbraio 2011

da 'Il Tao della fisica' di Fritjof Capra


La famosa frase di Cartesio 'Cogito ergo sum' ha portato l'uomo occidentale a identificarsi con la propria mente invece che con l'intero organismo. Come conseguenza della separazione cartesiana, l'uomo moderno è consapevole di se stesso, nella maggior parte dei casi, come un io isolato che vive <> del proprio corpo. La mente è stata divisa dal corpo e ha ricevuto il compito superfluo di controllarlo; ciò ha provocato la comparsa di un conflitto tra volontà cosciente e istinti involontari. Ogni individuo è stato ulteriormente suddiviso in base alle sue attività, capacità, sentimenti, opinioni, ecc., in un gran numero di compartimenti separati, impegnati in conflitti inestinguibili, che generano una continua confusione metafisica e altrettanta frustrazione.

.....Questa frammentazione interna dell'uomo rispecchia la sua concezione del mondo <>, che è visto come un insieme di oggetti e di eventi separati. Si considera l'ambiente naturale come se fosse costituito da parti separate che devono essere sfruttate da vari gruppi di interesse. Questa visione non unitaria è ulteriormente estesa alla società, che viene suddivisa in differenti nazioni, razze, gruppi religiosi e politici. La convinzione che tutti questi frammenti -in noi stessi, nel nostro ambiente e nella nostra società- siano realmente separati può essere vista come la causa fondamentale di tutte le crisi attuali, sociali, ecologiche e culturali. Essa ci ha estraniati dalla natura e dagli esseri umani nostri simili. Essa ha provocato una distribuzione delle risorse naturali incredibilmente ingiusta, che crea disordine economico e politico: un'ondata di violenza, sia spontanea sia istituzionalizzata, che cresce sempre più e un ambiente inospite, inquinato, nel quale la vita è diventata fisicamente e spiritualmente insalubre.


La separazione operata da Cartesio e la concezione meccanicistica del mondo hanno quindi portato nello stesso tempo benefici e danni; si sono rivelate estremamente utili per lo sviluppo della fisica classica e della tecnologia, ma hanno avuto molte conseguenze nocive per la nostra civiltà. È affascinante osservare come la scienza del ventesimo secolo, nata dalla separazione introdotta da Cartesio e dalla concezione meccanicistica del mondo, e che anzi poté svilupparsi solo sulla base di una concezione del genere, superi oggi questa frammentazione e ritorni nuovamente all'idea di unità espressa nelle prime filosofie greche e orientali.

intervista a Carlo Lucarelli

http://www.carlolucarelli.net/carlodalnero.JPG
www.oo6.it
intervista a Carlo Lucarelli - Articolo del 19/05/2004

a cura di Federica Spagone


Carlo Lucarelli, geniale scrittore e straordinario conduttore di Blu notte, braccato all’ ingresso della sala azzurra della Fiera del Libro si è sottoposto ad un breve interrogatorio:

Che opinione ha della lettura, o meglio cosa pensa che i lettori leggano ultimamente?
“Io credo che finalmente i lettori leggano di tutto senza grossi pregiudizi e non stiano a pensare se una cosa è gialla, è bianca , se è poesia o no, se è di genere o non è di genere. Non sò se i dati statistici confortano la mia impressione, però secondo me c’ è un sacco di gente che legge. Legge con magari molta più inteligenza di una volta, io di questo sono contento”.

Dal suo libro “Almost Blue” il regista Alex Infascelli ha tratto l’ omonimo film. Cosa ne pensa di questa versione cinematografica?
“Il film Almost Blue è molto diverso dal libro, è stato fatto dal regista senza la mia collaborazione quindi è un prodotto completamente suo. Lui ha visto nel libro quello che voleva vedere, come poi fanno tutti gli attori: gli attori vedono una cosa in un libro che leggono e quella se la proiettano nella testa, lui l’ ha proiettata al cinema. A me è piaciuto, non è il mio libro, è un’altra cosa, ma a me è piaciuto".

Cosa mi dice invece dell’imitazione che Fabio De Luigi fa di lei?
“Bè Fabio De Luigi è simpaticissimo, io mi sono divertito molto, sono andato in trasmissione apposta perchè era molto divertente. Lui fa una bella interpretazione, mi cresce un po la pancia, nè ha un pò più di me quando la fa, poi ha sintetizzato tutto in quel gesto, “PAURA”, che io non faccio, ma che è esattamente quello che noi cerchiamo di fare. Che dire se non che è stato molto bravo?"

Intervista a Utku Tavil di federica spagone

Utku Tavil, una vita underground

da www.digi.to.it
federica spagone.
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Nato ad Istanbul ma torinese di adozione, Utku Tavil è un artista musicalmente completo. Molti anni di studio e gavetta nei locali l’hanno portato a sperimentare nuove sonorità e a ricercare una propria dimensione artistica che potremmo definire al contempo intima ed onirica. Davanti ad una buona tazza di caffè, rigorosamente americano, ci ha raccontato la sua vita e i suoi progetti.

Partiamo dalle origini: come è nata la passione per la musica e come ti sei avvicinato alla cultura elettronica?
«A tre anni volevo già suonare la batteria, ma i miei genitori mi hanno indirizzato verso lo studio di un strumento più classico, il pianoforte. A tredici anni finalmente mi sono avvicinato alle percussioni, avendo la possibilità di studiare con Senol Kucukyldirim, uno dei batteristi jazz più importanti del panorama turco. La passione per la cultura elettronica è nata invece verso i 17 anni, quando insieme ad un mio amico musicista ho fondato il gruppo “Idiotensicher “. Cercavamo di manipolare registrazioni di batteria e chitarra elettrica creando dei suoni alternativi, un’esperienza interessante che mi ha permesso di conoscere molti artisti del panorama elettronico e jazz. Infine, dopo un anno di studio e di ricerca molto intenso, è nato il progetto “Limbo”, totalmente basato sulla manipolazione elettronica, che mi ha permesso di fare il mio primo tour nei locali italiani e turchi».

Quali sono gli artisti che ti hanno ispirato e a cui tu fai riferimento?
«In generale adoro gli artisti della scena norvegese perché spaziano con l’improvvisazione. Sono straordinari, utilizzano strumenti con sonorità opposte ma riescono ugualmente ad ottenere un’armonia assoluta nelle loro composizioni. Molti altri però hanno influenzato il mio lavoro e il mio modo di vivere la musica: possiamo parlare di Laurie Anderson, John Zorn, Iannis Xenakis, Arvo Pärt, il performer 2/5 BZ e Stian Westerhus».

Hai avuto la possibilità di vivere la musica in due città come Torino e Istanbul, quale realtà ti appartiene di più?
«Io non sono uno di quelli che si definiscono “cittadini del mondo”, anzi per certi aspetti mi sento ancora molto chiuso e legato alle abitudini, ma i due luoghi mi appartengono entrambi per aspetti opposti. Da una parte c’è Istanbul, così piena di gente, sempre pronta ad offrirti nuovi spunti; dall’altra Torino, una città tranquilla in cui si riesce a ricavare il proprio spazio in modo più sereno. Amo proprio la differenza che c’è tra le due: nella mia vita, questi contrasti creano una tensione positiva che mi spinge ad andare avanti con grinta».

Parliamo di Club to Club: com’è nata la collaborazione con loro?
«Nel 2008, quando ancora l’elettronica era poco conosciuta nei club italiani, ho incontrato Francesco Fantini durante una jam session. Abbiamo collaborato per circa un anno, realizzando installazioni e performance nei locali underground italiani e turchi, raggiungendo risultati assolutamente soddisfacenti. Proprio durante quel periodo ci ha notato Sergio Ricciardone dell’associazione Explosiva, che ci ha proposto di lavorare con Claudio Casas per la manifestazione “Club To Club”. Essere presi in considerazione per un progetto così importante è stato inaspettato ma ci ha gratificato molto. E’ stata sicuramente un’esperienza preziosa e coinvolgente sotto tutti i punti di vista. I tempi erano serratissimi ma è stato bellissimo strutturare la performance in un ambiente inusuale: mi sono ritrovato a comporre all’interno della prima Centrale Elettrica dell’Impero Ottomano, nella periferia di Istanbul. Proprio quest’ambiente mi ha ispirato moltissimo, era fantastico essere circondati da macchinari antichi e sperimentare nuove sonorità elettroniche».

Quali sono ora i tuoi nuovi progetti?
«Dopo questa esperienza sento il bisogno di concentrarmi un po’ di più su me stesso, di realizzare musica e performance indipendenti. L’anno scorso ho realizzato il cd Pre/Met[a]mbient e vorrei lavorare utilizzando ancora quel connubio di strumenti elettrici ed acustici. Contemporaneamente vorrei continuare le mie sperimentazioni audio/video e realizzare nuove installazioni. Mi preme anche cambiare ambiente, fare nuove esperienze ed è per questo che penso di trasferirmi ad Oslo il prossimo anno».


E voi cosa pensate della musica elettronica? Avete mai assistito ad una performance dal vivo?

2011 - Vesparaduno…alla piemontese

Vesparaduno…alla piemontese!

Gli amanti della mitica Vespa non hanno scuse, dopo che leggeranno questa notizia non potranno fare a meno di partecipare al weekend organizzato dal club La Galaverna di Barolo per il 26 e 27 febbraio. Appuntamento in piazza Colbert a Barolo alle ore 14 del sabato e giro panoramico con i modelli storici, ma anche con quelli più recenti. In serata cena al Ristorante Brezza, con il seguente menu: Murazzano con erbe e salame cotto, insalata d’inverno, risotto al Barolo, lonza al forno con patate, dolce di Langa alla meringa, vino e caffè. Domenica 27 bis dell’iniziativa nella zona di Novello e pranzo al Salone polifunzionale di La Morra con insalata di carne cruda, capriccio di pollo con finocchi noci verdure, insalata contadina, sformatino di cardi e crema d’acciuga, risotto con asparagi e crema Maschera, agnolotti al sugo, brasato con carote, bunet e torta di nocciole con cioccolato fuso, vino e caffè. La manifestazione è a scopo benefico, in favore dell’associazione “Una mano per l’Africa”.

TAV Torino-Lione, Bonino

TAV Torino-Lione, Bonino: identità di vedute con assessore francese Laclais

23 / 02 / 2011 - Con l’assessore ai Trasporti della regione Rhone-Alpes Bernadette Laclais c’è la più completa identità di vedute circa le politiche da portare avanti per il potenziamento dei collegamenti transfrontalieri.

Così l’assessore regionale ai Trasporti Barbara Bonino a margine dell’incontro odierno tenutosi alla “Maison cantonale” di Modane.
Sul piatto i problemi del trasporto ferroviario (merci e passeggeri) tra Torino e Lione.

Abbiamo riaffermato l’importanza del collegamento ad alta velocità tra le nostre regioni: non possiamo accettare l’idea di essere tagliati fuori dalla linea Milano-Parigi -spiega- Il nostro obiettivo condiviso è mantenere il Tgv Milano-Torino-Lione-Parigi, facendo se necessario le dovute pressioni in tal senso presso i rispettivi governi. Mentre la Tav è e rimane al centro dell’attenzione delle regioni Rhone Alpes e Piemonte.

Si pensa intanto ad un collegamento diretto ferroviario tra i due capoluoghi.

Dal 2004 vige una convenzione per una linea bus che negli ultimi anni ha visto un aumento del 72% dei passeggeri -continua- Numeri che potrebbero essere ancora più consistenti effettuando il servizio su ferro invece che su gomma. Lavoreremo quindi sin da subito per questo obiettivo, secondo la logica di una macroregione europea che intende potenziare i propri collegamenti interni. Potenziamento che non riguarda solo il trasporto di passeggeri, ma anche le merci. E su questo punto abbiamo convenuto sull’importanza che i lavori nel tunnel del Frejus per il raddoppio del binario vengano completati nel più breve tempo possibile. In più, entrambe le regioni lavoreranno per potenziare l’intermodalità. Tutti questi temi condivisi saranno oggetto di un protocollo d’intesa tra la Regione Piemonte e Rhone Alpes che prepareremo a breve.

(Fonte Regione Piemonte)

Piemonte Movie gLocal Film Festival

Carlo Griseri avatar

Giornalista appassionato. Di cinema, ma anche di Torino e della sua vitalità.


Al via dal 3 marzo l'XI edizione del Piemonte Movie gLocal Film Festival, la kermesse del cinema made in Piemonte che inaugura la stagione dei film festival regionali e come ogni anno "fa il punto" sull'andamento della produzione cinematografica locale.

The Border - Confini e frontiere è il tema di quest'anno, fil rouge della manifestazione che nel centocinquantenario dell'Unità d'Italia affronta la storia nazionale vista da chi i confini, le barriere e i limiti li ha superati e li supera ancora oggi: i migranti.

Un viaggio tra presente e passato che si sviluppa attraverso le storie raccontate da Sacco e Vanzetti di Giuliano Montaldo, Così ridevano di Gianni Amelio, Sotto il sole nero di Enrico Verra e Polenta e Maccaroni di Nietta La Scala. Tre film e un documentario per quattro diversi percorsi attraverso l'emigrazione, dai nostri nonni ai "nuovi Italiani".

Per il quarto anno ritorna il Concorso Spazio Piemonte, consolidato contest di
cortometraggi realizzati in regione e osservatorio della produzione locale "in corto", con 40 lavori scelti tra i 145 iscritti, che verranno valutati da una giuria guidata dal regista Maurizio Nichetti.

Maggiori informazioni qui

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